25/08/2014
Azzi su nuova legge cooperazione allo sviluppo. "A disposizione nostro know how"
Soddisfazione viene espressa da Federcasse (l’associazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) in merito alla legge di riforma della cooperazione italiana allo sviluppo, approvata in sede deliberante lo scorso 1 agosto dalla terza Commissione Esteri del Senato.
La nuova normativa, che modifica sostanzialmente le previsioni della legge 49/87, cambia radicalmente l’approccio al sistema degli aiuti internazionali finalizzati allo sviluppo ed alla promozione sociale, uscendo di fatto da una logica residuale capace di coinvolgere solo alcuni soggetti della società civile per diventare parte integrante e qualificante della politica estera italiana.
La nuova legge – alla quale hanno contribuito con precise proposte e proprie riflessioni anche Confcooperative e Federcasse (anche per il tramite dell’Associazione alla quale esse hanno dato vita nel 2007, Coopermondo) – riconosce all’art. 25, comma 2, le “cooperative e le imprese sociali” (come anche le organizzazioni sindacali degli imprenditori, quindi anche Federcasse) tra i soggetti delle nuova cooperazione allo sviluppo, specificandone la natura non profit e inserendole al pari delle organizzazioni della società civile.
La stessa legge, in aggiunta, inserisce tra le organizzazioni ora deputate a svolgere azioni coordinate di cooperazione allo sviluppo, anche le “organizzazioni del commercio equo e solidale, della finanza etica e del microcredito”. Un insieme di previsioni che aprono scenari nuovi e di grande interesse per la cooperazione mutualistica di credito.
“Questa previsione – sottolinea il Presidente di Federcasse Alessandro Azzi – rende piena giustizia ad un settore, come quello della cooperazione mutualistica, che lavora da anni convintamente per la promozione di un’economia orientata al bene comune, in Italia ed in molti Paesi del mondo grazie a proprie articolazioni di settore. Al tempo stesso riconosce l’importanza strategica di un comparto, come quello del credito finalizzato al sostegno dell’economia reale, per innescare processi di sviluppo sostenibile e duraturo”.
Azzi ricorda, in particolare, come in questo percorso di coinvolgimento di nuovi soggetti che già sul campo, negli anni, hanno maturato esperienze di grandissimo valore, un particolare contributo potrà venire dal Credito Cooperativo che ha realizzato progetti originali di “cooperazione allo sviluppo e di promozione umana” in diverse aree del mondo.
“Ricordo – dice il Presidente di Federcasse – il programma “Microfinanza Campesina del Credito Cooperativo” che in Ecuador, dal 2000, grazie all’impegno di centinaia di BCC e con un piano integrato di intervento basato su microcredito, formazione, educazione cooperativa, agricoltura sostenibile, ha consentito l’uscita dalla soglia di povertà di oltre 150 mila famiglie di campesinos contribuendo attivamente alla diffusione delle “finanzas populares” oggi riconosciute ufficialmente come strumento di promozione umana dalla Costituzione dell’Ecuador”.
Esperienze simili il Credito Cooperativo sta sviluppando, adattandole alle differenti situazioni locali, anche in Togo e in Argentina. Segno che la cooperazione viene vissuta anche come “metodo” capace di coinvolgere, rendere protagonisti, partecipi dell’evoluzione sociale ed economica dei propri territori.
In questo senso, per Federcasse, particolarmente significativa appare la previsione dell’articolo 2 della nuova legge, laddove si legge che “’Italia promuove l’educazione, la sensibilizzazione e la partecipazione di tutti i cittadini alla solidarietà internazionale, alla cooperazione internazionale e allo sviluppo sostenibile.